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Perché restare non sempre è la scelta migliore

Il tempo è la risorsa più preziosa. Imparare a gestirlo correttamente dovrebbe essere una priorità, quindi la produttività tra gli obiettivi primari. Non voglio sprecare tempo quindi devo ottimizzare il più possibile quello a mia disposizione. I guru della produttività sono decisamente concordi su questo.

Un principio molto interessante che si può applicare “all’essere produttivi” è il “Principio di Pareto” anche noto come legge 80/20 che afferma: “circa il 20% delle cause provoca l’80% degli effetti”. Detto in altre parole, un piccola percentuale di ciò che fai determina la maggior parte delle conseguenze. È sorprendente quanto questo principio si possa applicare a moltissime discipline o attività.

Ad esempio un commerciante, secondo il principio di Pareto, deve la maggior parte delle sue entrate a un piccolo numero di clienti e, allo stesso tempo, la maggior parte delle lamentele arriva da pochi clienti problematici, oppure, circa il 20% degli esseri umani detiene l’80% della ricchezza globale, e cosi via.

Consapevoli del principio di Pareto, possiamo quindi analizzare una data situazione e trovarne problemi da migliorare e/o punti di forza da ottimizzare. Sia a livello micro che macro, ci permette di decidere in cosa focalizzarci, consapevoli che sarà quella piccola parte a darci la maggior parte dei risultati, e, di conseguenza, cosa eliminare. In pratica, ci fa capire quanto sia importante scegliere con attenzione quali siano le attività da fare, perché, tra tutte, solo poche determineranno la maggior parte del risultato. Analizzo la corrente situazione e la miglioro affinché sia più efficace e produttiva. È un ottimo modo di ragionare che può tornare utile tantissime volte.

C’è, però, un piccolo aspetto che voglio approfondire.

Se volessi cambiare?

Seguendo il principio di Pareto dovrei riproporre, ancora e ancora, ciò che nel passato funzionava per migliorare il futuro, ma se volessi cambiarlo piuttosto che cercare una migliore versione del passato? Se volessi un nuovo inizio? Teoricamente un nuovo percorso non supererà mai l’esame della legge 80/20, non c’è modo che risulti più efficace. Secondo il principio di Pareto devo continuare su quella strada e ottimizzarla.

Parliamo ora di Jeff Bezos, il primo uomo a raggiungere la soglia dei 200 miliardi di patrimonio. Nel 1994, Jeff, lavora presso Wall Street, lavora duro, lavora bene e riesce a portarsi a casa circa 20k mensili, niente male, ma Jeff è Jeff e cosa fa? Lascia Wall Street per fondare, nel garage di casa sua, un e-commerce. 25 anni dopo, quel sito, Amazon, domina il mondo. Forse il segreto è stato il garage?

Boh, potrebbe essere… comunque era possibile considerare la scelta di lasciare il lavoro come la più efficace? No, impossibile.

Decidi cosa fare del tuo tempo

Uno degli aspetti che più mi dà giovamento è decidere cosa fare del mio tempo, esserne consapevole e comportarmi di conseguenza. Quella con se stessi, secondo me, non è una battaglia destinata ad esser vinta, ma una guerra fatta di battaglie che a volte vinciamo, a volte perdiamo, un gioco infinito che alla fine non ci vedrà come vincitori o perdenti, che quindi avrà senso solo se ci siamo divertiti a giocarlo. Ciò che conta, come sempre, è il processo, non il risultato. “Non è la destinazione che conta ma il viaggio” è un cliché per un motivo, perché è vero.

Un cambiamento spesso può sembrare come la scelta meno appropriata, la meno logica, ecco perché è anche la più difficile, però, sento come se non provare mi faccia perdere qualcosa, e poi, non mi è mai capitato di sentire qualcuno lamentarsi perché “ha fatto”, la maggior parte delle volte è il contrario.

È difficile che qualcosa di nuovo superi l’analisi 80/20, d’altronde si riparte da zero, ma è vero anche che si diventa bravi in ciò in cui ci si dedica. L’avvio di una nuova attività così come il processo di apprendimento, potrebbero sembrare una perdita di tempo inizialmente, intraprendere un nuovo percorso ancor di più, ma questo non significa che sia la strada sbagliata.


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